Pensione, passata la maxitassa annuale | Tolgono 4000 euro l’anno se non hai lavorato in questi anni

Pensione, passata la maxitassa annuale | Tolgono 4000 euro l’anno se non hai lavorato in questi anni

In arrivo un taglio pesante sulla pensione (Foto: Canva) - Bitonto TV

Contributi versati e pensione: una differenza che pesa migliaia di euro ogni anno. Migliaia di italiani temono il peggio

La pensione potrebbe riservare un’amara sorpresa a chi non ha accumulato abbastanza anni di contributi.

Si parla di una differenza sostanziale negli assegni previdenziali, che potrebbero costarti caro.

Il rischio di percepire una pensione ben al di sotto delle aspettative è concreto più che mai.

Ma di quanto stiamo parlando realmente? E chi sarà maggiormente colpito da questo scenario? Non resta che scoprirlo.

La maxitassa che pesa sulle tasche dei pensionati

Gli anni di contributi versati fanno la differenza tra quella che può essere definita una pensione dignitosa e un assegno che fatica invece a coprire le spese essenziali e poco altro. L’intricato sistema contributivo, ormai sempre più stringente e pressante, continua a penalizzare pesantemente chi ha interruzioni lavorative o ha versato pochi contributi. Anche per chi ha percepito uno stipendio medio di 1.500 euro al mese, il calcolo della pensione può riservare davvero brutte sorprese.

Anche considerando gli ultimi cinque anni con retribuzioni più elevate, la pensione non potrebbe comunque mai essere equivalente al 100% della retribuzione. Inoltre, di fronte ad un sistema contributivo notoriamente poco flessibile e generoso, la situazione peggiora ulteriormente. Ma quanto influisce concretamente il numero di anni lavorati? E quanto si rischia di perdere ogni anno? Continua a leggere per scoprire tutti gli amari dettagli.

Pensione più bassa del previsto? Il numero di anni di contributi potrebbe essere la causa: ecco cosa sapere
Migliaia di italiani scoprono l’amara verità (Foto: Canva) – Bitonto TV

Pensioni, ecco di cosa si tratta: ti tolgono 4000 euro all’anno

Un lavoratore onesto con 20 anni di contributi e un montante di 128.700 euro, considerando la rivalutazione, potrebbe raggiungere circa 150.000 euro di montante lordo. Questo darebbe diritto a una pensione annuale di circa 8.412 euro, ovvero circa 647 euro al mese. Con 30 anni di contributi, il montante potrebbe raggiungere circa 220.000 euro, determinando così una pensione annuale di 12.337 euro, pari a circa 950 euro al mese.

È evidente come la differenza tra 20 e 30 anni di contributi sia quindi di circa 4.000 euro annui. Infine, con 40 anni di versamenti, il montante lordo salirebbe invece a circa 300.000 euro, che corrispondono a una pensione annuale di 16.824 euro, circa 1.294 euro mensili. Questa triste e schiacciante realtà mostra quanto sia importante il numero di anni di contributi versati: chi ha meno di 30 anni di contributi rischia infatti di trovarsi con una pensione decisamente inferiore alle aspettative, dovendo affrontare una differenza economica a dir poco significativa, che potrebbe influire (e non poco) sul proprio tenore di vita.