Stipendio di aprile, ecco la tassa sulla “colomba di Pasqua” | Pagheremo 500 euro per stare a casa di festa

nuova tassa di Pasqua-Fonte-Bitontotv-Bito
Preparati a dire addio allo stipendio di aprile ancor prima di percepirlo: è tutta colpa della tassa sulla colomba di Pasqua.
I cittadini che lavorano in Italia si vedranno soffiare gran parte della loro retribuzione.
Non c’è pace per i contribuenti italiani. Ora a svuotare le tasche ci pensa la nuova tassa sulla colomba di Pasqua.
Non si era mai vista una cosa del genere: lavoratori su tutte le furie per la busta paga ridotta all’improvviso.
Ecco che cosa ci aspetta per la primavera. Quello ch bolle in pentola scatenerà una rivolta dell’intera cittadinanza.
Tassa sulla colomba di Pasqua, la notizia che rovinerà lo spirito delle Feste
Nei mesi scorsi il Governo italiano ha fatto diverse promesse ai cittadini e sono state tutte tese a migliorare le condizioni economiche di coloro che risentono in misura maggiore dei problemi attuali del nostro Paese. Stiamo chiaramente parlando di disoccupazione, inflazione alle stelle, aumenti dei prezzi di beni e servizi primari, rincari delle tariffe dell’energia. Insomma, il caro vita si fa sentire sempre di più e lo Stato ha tentato di offrire supporto concreto alla popolazione mediante bonus e sgravi contributivi.
Tra le varie misure adottate a favore di chi vive e lavora nel Bel Paese, c’è stata anche la proposta
di offrire la possibilità di tramutare la retribuzione variabile in fringe benefit. In tal modo le spese relative al trasporto pubblico, l’assistenza familiare sarebbero stati più leggeri per i dipendenti, senza però diventare un fardello per i datori di lavoro e le imprese che assumono. Ora però ci si trova a dover affrontare un’imposta che nessuno si aspettava di dover pagare. È stata già ribattezzata Tassa sulla colomba di Pasqua, perché la cattiva notizia si troverà nella busta paga di aprile. Scopri di che cosa si tratta e se l’amara sorpresa dell’uovo pasquale sta per arrivare anche a te.

Di che cosa si tratta e a quanto ammonta l’imposta statale
La proposta di trasformare la retribuzione variabile, Management By Objectives, legata al raggiungimento di obiettivi aziendali in benefits è stata accolta da tanti lavoratori che hanno scelto di tramutarla in servizi di welfare, che fino a pochi giorni fa erano considerati esenti da tassazione, se rientrante nelle deroghe previste dall’articolo 51 del TUIR.
L’Agenzia delle Entrate però, nella Risposta a interpello n. 77 del 20 marzo 2025, ha messo nero su bianco che l’esenzione è valida solo se i benefit sono destinati alla generalità o a specifiche categorie di dipendenti in relazioni a performance e ruoli aziendali ma l’esenzione fiscale non può essere applicata a iniziative individuali o selettive. Dunque la detassazione, che molti dei lavoratori che hanno deciso di convertire il proprio bonus in welfare si aspettavano, però non ci sarà.