Lavoro, passa la “legge” storica: da oggi devi pagare per mandare il CV | Altrimenti non te lo accettano

Lavoro, passa la “legge” storica: da oggi devi pagare per mandare il CV | Altrimenti non te lo accettano

Curriculum a pagamento - bitontotv.it

Se cerchi lavoro potresti ritrovarti  a dover pagare per inviare il tuo curriculum alle aziende. L’ultima assurdità 

Avere un curriculum ben fatto e  sempre aggiornato è fondamentale per essere pronti a cogliere le opportunità professionali che si presentano. E per cercarle.

Possiamo considerarlo il nostro biglietto da visita, il primo passo per entrare in contatto con le aziende e fare una buona impressione, colpire tra decine e centinaia di altri, distinguersi.

Quando cerchi un lavoro è importante che il curriculum rifletta accuratamente le tue esperienze, abilità e propensioni, così da poter dimostrare di esser la persona giusta per coprire la posizione la quale ti stai candidando.

Ma dover pagare per  inviarlo non si era mai sentito. Eppure potresti ritrovarti a farlo.

Lavoro: pagare per inviare il curriculum

Saper compilare un buon curriculum significa includere tutte le esperienze lavorative significative, anche quelle brevi, e concentrarsi su altro se non ne hai ancora. Se non hai abbastanza esperienze professionali per esempio puoi concentrarti su competenze acquisite durante studi, stage, corsi, volontariato o anche progetti personali.

Tutto questo aiuta le aziende a valutare rapidamente se sei la persona giusta, può fare la differenza tra avere almeno la possibilità di sostenere un colloquio o passare inosservato. Ma pagheresti per inviarlo?

colloquio lavoro
Colloquio di lavoro (foto di Sora Shimazaki da pexels) – bitontotv.it

La novità a cui prestare attenzione

La legge a cui facciamo riferimento è intesa come comportamento da tenere quando ci ritroviamo a che fare con alcune proposte poco chiare. Di recente infatti molti cittadini si stanno ritrovando a ricevere un messaggio che recita più o meno: “abbiamo ricevuto il tuo curriculum, aggiungici su WhatsApp per parlare di lavoro”. E chi in effetti sta cercando lavoro può cadere nel tranello.

Perché di questo si tratta. Questi truffatori una volta contattati propongono un lavoro facile da fare a casa, come guardare video indicati da loro o mettere like. All’inizio i pagamenti arriveranno anche puntuali, poi scatta la truffa vera e propria. Ti invitano a investire per sbloccare nuove opportunità di guadagno, magari in criptovalute o simili. E dopo aver incassato abbastanza soldi, dopo averti spinto a investire molto, spariscono tutti. Nessuno risponde più al telefono, vieni bloccato e non hai nessuna possibilità di interagire con qualcuno che, in fondo, non hai mai visto. Una truffa subdola, che sfrutta le speranze di quanti stanno cercando un lavoro e magari sono già in difficoltà economiche. Quindi, nel caso dovesse accadere che ti chiedono soldi per lavorare, sicuramente è una truffa.