Legge 104, da oggi ti licenziano se ti assenti per assistere un disabile | Non lo puoi più fare in orario lavorativo

Legge 104: svolta in arrivo (Foto: Canva) - Bitonto TV
Arriva una novità per la legge 104: da oggi rischi grosso se ti assenti per assistere un familiare. Cosa sapere sulla nuova decisione
Il già delicato equilibrio tra lavoro e assistenza familiare sembra subire un nuovo scossone.
Le tutele per chi assiste un parente disabile sono spesso oggetto di dibattiti e ora una nuova svolta potrebbe cambiare drasticamente le cose.
Una decisione destinata a far discutere, con implicazioni che riguardano migliaia di lavoratori.
Ma cosa prevede davvero questa novità? Scopriamolo insieme.
Arriva un cambiamento che preoccupa chi assiste un familiare
Chiunque abbia un familiare con disabilità sa bene quanto sia complesso conciliare la vita lavorativa con le esigenze dell’assistenza. Le difficoltà di ogni giorno e le necessità di garantire cure adeguate spesso si “scontrano” con il rischio di imbattersi in ripercussioni sul proprio impiego. Divergenze che rendono questo tipo di situazioni molto delicate.
E ora, proprio mentre si pensava di poter finalmente ricevere delle certezze, ecco che arriva una nuova svolta inaspettata: da oggi, potrebbero licenziarti se ti assenti per assistere un disabile. Davvero non è più consentito farlo durante l’orario lavorativo? Ci sono delle eccezioni? Cosa significa questa novità per chi usufruisce della Legge 104? E quali conseguenze potrebbero derivarne? Non resta che fare chiarezza sulla situazione una volta per tutte.

Legge 104, la svolta che nessuno si aspettava: ecco cosa cambia da oggi
La decisione della Cassazione rappresenta un punto di svolta, perché chiarisce che il congedo per assistere un familiare non obbliga il lavoratore a rimanere fisicamente accanto alla persona assistita 24 ore su 24. La sentenza n. 29062/2017 ha infatti stabilito che ciò che conta è che l’assistenza sia effettiva e continuativa. Il caso emblematico è quello di Simone, licenziato dopo che la sua azienda aveva scoperto che, durante il giorno, si allontanava da casa per riposare, dopo aver assistito la madre malata di Alzheimer per tutta la notte. La sua condizione di caregiver notturno è stata ritenuta un abuso del congedo straordinario, portandolo a perdere il lavoro.
Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che l’assistenza può essere organizzata in base alle esigenze della persona malata e alle possibilità del caregiver, senza che questo comporti automaticamente una violazione della Legge 104. Questo verdetto rafforza i diritti di chi assiste un familiare e impone alle aziende di valutare caso per caso, evitando licenziamenti ingiustificati. Una sentenza che potrebbe cambiare il destino di molti lavoratori, restituendo loro la possibilità di organizzare l’assistenza in modo più flessibile, senza il timore di perdere il posto di lavoro.