“Dovete ripagare la bolletta del 2011, anche se l’avete già fatto” | Acquedotto, spedita a tutti questa raccomandata

Raccomandata (foto di Angela Roma da pexels) - bitontotv.it
Una raccomandata che viene dal passato: dall’acquedotto vogliono il pagamento di una bolletta del 2011. Una vera assurdità.
Le bollette per le utenze domestiche, come luce, gas, acqua e internet sono una spesa obbligatoria che tutti noi dobbiamo affrontare ogni mese.
È però fondamentale prestare attenzione anche a tutta la documentazione. Conservare le ricevute di pagamento è un’azione spesso sottovalutata, ma che può rivelarsi cruciale nel caso in cui si verifichino disguidi o contestazioni future.
Può capitare, infatti, che un fornitore invii richieste di pagamento relative a una bolletta passata, magari per un errore di contabilizzazione o per una fatturazione errata. In questi casi, se si ha la prova del pagamento, è possibile contestare tali richieste, mostrando le ricevute come evidenza del saldo regolare.
Ma che fare quando ti arriva una raccomandata che richiede il pagamento di una bolletta già saldata? Sta accadendo proprio adesso, per bollette che risalgono al 2011.
Bollette: l’acquedotto pretende un pagamento del 2011
La cosa è stata segnalata da leggo.it che riporta la notizia diffusa dal Corriere Fiorentino. Un cittadino della provincia di Livorno si è visto arrivare una raccomandata con la richiesta di pagamento di una bolletta del servizio idrico risalente al 2011. All’interno, la solita formula standard: “Nel caso in cui il pagamento fosse già stato effettuato, la invitiamo a considerare nulla la presente e, in ogni caso, a fornirci la ricevuta del pagamento via email, fax o presso i nostri sportelli. In caso contrario, la invitiamo a procedere con il saldo dell’importo dovuto, utilizzando i bollettini già in suo possesso, fatta salva eventuali contestazioni già avanzate”.
Cosa c’è di strano? Innanzitutto, il fatto che la bolletta fosse stata effettivamente già pagata. In secondo luogo, il fatto che questo tipo di pagamenti sono soggetti a prescrizione, di solito di 5 anni. Per cui, dopo 14 anni la cosa è un po’ fuori tempo. Ma non è tutto.

Cosa sta succedendo
Quello che ha fato scalpore è il fatto che il pagamento riguardasse in realtà una mora, di ben…o,59 centesimi di euro. Il che ha spinto l’uomo a rivolgersi al Movimento Consumatori Toscana, per l’assurdità del fatto. Il residente del MCT Benedetto Buci ha detto, come riporta il sito citato: “Se si tratta solo di un errore isolato da parte di Asa, può anche succedere, ma se ci fossero molti altri casi simili, la questione sarebbe diversa. Una raccomandata costa almeno 7 euro, e inviarla per una morosità di meno di 60 centesimi è chiaramente inefficiente”.
Senza contare il fatto che comunque, come abbiamo già anticipato, questi pagamenti vanno in prescrizione dopo 5 anni. E anche questo dettaglio avrebbe dovuto essere indicato nell’avviso, che risulta comunque non valido. Meglio comunque sempre conservare tutte le ricevute di pagamento.