Poste Italiane dice addio ai Libretti Postali: hai poche ore di tempo per trasferire i risparmi | Altrimenti perdi tutto

Poste Italiane dice addio ai Libretti Postali: hai poche ore di tempo per trasferire i risparmi | Altrimenti perdi tutto

Libretti postali (fonte Poste Italiane) - bitontotv.it

Pronti a dire addio ai nostri libretti postali: Poste Italiane ha deciso, c’è già una data da rispettare. Meglio trasferire i nostri fondi altrove.

Il caro vecchio libretto postale ha fatto il suo tempo? Così pare. Poste Italiane ha già deciso una data entro la quale dovremo dire addio ai nostri risparmi.

A meno che non li trasferiamo altrove. Eppure gli italiani sono un popolo di grandi risparmiatori, e lo stesso Stato ha incoraggiato questa abitudine.

L’origine del libretto postale risale addirittura alla seconda metà del 1800 quando è stata istituita una cassa di risparmio postale garantita dallo Stato, appunto. Attraverso una legge che mirasse all’educazione del cittadino sull’importanza di mettere da parte piccole – o grandi – somme di denaro per ogni emergenza.

Ma allora perché adesso Poste Italiane ha stabilito una data per la sua chiusura? Scopriamolo.

Poste Italiane chiude i libretti postali

Il libretto postale è stato per anni una presenza fissa nelle case degli italiani, soprattutto un tempo, quando nonni, genitori o zii ne sottoscrivevano uno per garantire una piccola rendita per il futuro al beneficiario. E anche perché no, per insegnargli l’importanza del risparmio.

Ma oggi sembra che la garanzia della sua emissione da parte della Cassa Depositi e Prestiti sotto tutela dello Stato sia in discussione. O meglio, è in discussione la sua durata e tenuta. Meglio iniziare a pensare ad un trasferimento di fondi?

soldi risparmi
Risparmi (Foto di Kevin Schneider da Pixabay) – bitontotv.it

Meglio trasferire i nostri fondi?

Il libretti postale è stato per anni, come abbiamo detto, una presenza fissa nelle case degli italiani. E il punto focale è proprio questo: il tempo. Potrebbe succedere infatti che questo sia stato un regalo del nonno fatto alla nascita del nipote, e poi messo da parte e dimenticato dopo la sua scomparsa. Ebbene, dopo un determinati periodo di tempo, la somma depositata può andare perduta.

Un libretto che non vede variazioni o utilizzi per 10 anni infatti per legge viene considerato dormiente. Purché abbia un saldo superiore ai 100 euro e non sia coinvolto in procedimenti legali che ne impediscano l’uso. Quando quindi entra in questa particolare lista, l’importo del libretto viene trasferito a un Fondo speciale gestito dalla Consap, Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici. Si tratta di una società per azioni italiana controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze. I soldi così raccolti, che non vengono reclamati, vanno a finire in un fondo che li destina a scopi di pubblica utilità. È possibile comunque inoltrare domanda di rimborso direttamente alla Consap per recuperare i propri soldi, fornendo debita documentazione.