Lo chiamano il “tonno della morte”: una forchettata e vai direttamente a farti benedire | È ancora su tutti gli scaffali d’Italia

Lo chiamano il “tonno della morte”: una forchettata e vai direttamente a farti benedire | È ancora su tutti gli scaffali d’Italia

Il tonno (Immagine di asier_relampagoestudio su Freepik) - bitontotv.it

Uno dei prodotti più amati dagli italiani può essere molto pericoloso: attenzione al tonno in scatola, anche se è ancora in vendita. 

Prodotto utilizzatissimo non solo dai single ma anche dalle famiglie, il tonno in scatola è comodo, fresco e pronto all’uso. Non devi accendere i fornelli, a meno che non lo voglia abbinare ad un piatto di pasta

E sembra proprio che piaccia tanto. Secondo finanza.repubblica.it, fino allo scorso anno il nostro Paese si è piazzato al secondo posto dopo la Spagna in termini di produzione e fra i primi nel mondo quanto a consumi. In Italia si producono circa 73.581 tonnellate di prodotto, e se ne esportano 27.926 tonnellate. Per un valore di mercato pari a 1.674 milioni di euro.

La domanda continua a crescere, anche se sembra sia leggermente in aumento quella di tonno naturale. Ma quando vai al supermercato potresti trovare anche il tonno della morte.

Attenzione quando fai acquisti, meglio evitare questo prodotto. Può essere molto pericoloso.

Il tonno della morte: il pericolo in una lattina

In commercio possiamo trovare decine di tipi e di marchi diversi di tonno, basta fare un giro in qualunque supermercato. Al naturale, all’olio d’oliva o di semi, in lattina, in vetro, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ma mai come in questo caso, un marchio non vale l’altro. Non solo non tutti  offrono la stessa qualità, ma addirittura  alcuni prodotti  potrebbero persino risultare dannosi per la salute.

filetti di tonno
Filetti di tonno (Foto di Umbe Ber da Pixabay) – bitontotv.it

Quale scegliere

Il tonno in scatola può contenere livelli troppo alti di metalli pesanti, ma anche troppo sale – per assurdo proprio quello “al naturale” – oltre che ingredienti  di bassa qualità. Alcuni esemplari possono essere particolarmente ricchi di mercurio, per esempio.  Una sostanza tossica che si accumula nel corpo e può avere effetti negativi sulla salute, compromettendo alcuni organi e persino il  sistema nervoso.

Necessario quindi scegliere in maniera consapevole. Come? Leggendo l’etichetta. Per esempio meglio quello pescato nell’Oceano Pacifico occidentale e centrale. Ilfattoalimentare.it indica come riconoscerlo: viene indicato con zona Fao numero 61, 71 e 81. Alla stessa maniera meglio evitare quello proveniente da Oceano Atlantico e Indiano, che corrispondono rispettivamente alle zone Fao  51 e 57 il primo,  31, 34, 41, 47 il secondo. Importante anche controllare il contenuto di sale, quindi meglio preferire il tonno in scatola che riporti la dicitura basso in sale o a basso contenuto di sale. “In ogni caso”  suggerisce il sito, “le Linee guida per una sana alimentazione consigliano di consumare in una settimana al massimo una porzione da 50 grammi di tonno sgocciolato”.